Cadute e bici rotte, ma che passione

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Cadute e bici rotte, ma che passione
La collisione in pista tra Tommaso Lupi e Mattia Falavigna (Ciclomania), culminata in una rovinosa caduta di gruppo alla terza curva del circuito, ha fatto sfumare per i Panther Boys il sogno di…

La collisione in pista tra Tommaso Lupi e Mattia Falavigna (Ciclomania), culminata in una rovinosa caduta di gruppo alla terza curva del circuito, ha fatto sfumare per i Panther Boys il sogno di conquistare la finalissima della categoria Open, la più elevata della competizione. Il traguardo pareva a portata di mano; nelle eliminatorie e in semifinale i padovani Marco Pevarello, Nicholas Zavagnin e Tommaso Lupi si erano infatti messi in ottima luce, tenendo testa al fortissimo Mattia Bonini (Ciclomania). Preceduta da un minuto di raccoglimento in memoria del capitano Giuseppe La Rosa perito tragicamente in Afghanistan, la finalissima ha messo insieme un minuto di pura adrenalina e di straordinari voli tra i dossi del circuito. Staccato dagli avversari, il vincitore Nicholas Okoh, del team Libertas Lupatotina, nemmeno si è accorto del groviglio di bici e riders alle sue spalle. «Avevo il morale un po’ basso, per via di una caduta nella quale ero rimasto coinvolto in una delle manches eliminatorie» commenta Okoh, che in più occasioni si è messo in luce nei circuiti italiano, triveneto ed anche europeo «Ma nella finale mi sono ripreso». Cocente la delusione per i padovani e in particolare per Tommaso Lupi, detentore del titolo 2012 per il Circuito italiano, categoria Élite Sport, giunto soltanto ottavo. «Ci tenevo molto a questa gara, purtroppo per via di alcuni problemi fisici non potevo dare di più». (p.r.)

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